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Ferro. L’importanza della dieta

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sabato 2 marzo 2013
Ferro. L’importanza della dietaLa mancanza di ferro è una delle carenze nutrizionali maggiormente diffuse, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Nei paesi sviluppati sono invece le diete sbilanciate e povere di questo microelemento a causare stati di carenza, che si differenziano molto nella varie fasce della popolazione.

Un recente studio europeo ha valutato gli apporti di nutrienti e ha rivelato che nella popolazione
maschile fra i 19 e i 64 anni l’apporto di ferro è in media l’11% inferiore ai livelli del fabbisogno stimati.
Le fasce di popolazione più sensibili sono però le donne, i bambini e gli adolescenti, di questi ultimi in particolare le femmine, per le quali è determinante l’equilibrio della dieta.

Nell’emoglobina è contenuto circa il 65% del ferro totale corporeo (3-4g), il 10% nella mioglobina, mentre il resto rappresenta per lo più ferro di deposito (ferritina, emosiderina o associato ad enzimi o alla proteina di trasporto transferrina). La carenza di ferro (anemia sideropenica) può comportare effetti negativi al sistema immunitario, ai sistemi di neurotrasmissione celebrale e di termoregolazione corporea. Se la carenza si instaura già durante la vita intrauterina o in età adolescenziale, quando i fabbisogni sono alti per la
crescita, può essere responsabile anche di deficit cognitivi.

In generale l’organismo mantiene l’equilibrio marziale costituendo dei depositi, modulando
l’assorbimento dagli alimenti della dieta e recuperando dal catabolismo degli eritrociti. L’assorbimento di ferro aumenta quando le riserve sono basse, ma solo fino a che le perdite si mantengono entro certi limiti. Il ferro negli alimenti è presente in due forme, dalla diversa biodisponibilità. La forma eme, caratteristica delle carni e del pesce ha una biodisponibilità del 25% ed è indipendente dagli altri costituenti della dieta; la forma non-eme tipica delle fonti vegetali ha un assorbimento generalmente inferiore, fortemente influenzato dalla presenza di fattori che lo possono limitare (fitati e polifenoli) o favorire (vitamina C o alimenti contenenti ferro eme).

I fabbisogni sono diversi in funzione dell’età e del sesso. Nelle donne particolare attenzione va posta agli stati di aumentato fabbisogno per bilanciare le perdite e in gravidanza.


www.farmacista33.it/ferro-limportanza-della-dieta/nutrizione/news-44878.html

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Segnalato da Mister Imprese